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Nel
presentare al pubblico i massimi esponenti
dell’arte italiana le Scuderie del Quirinale di Roma hanno
un grande merito. Questa volta sugli altari della
visibilità è posto Filippino Lippi e la sua indiscussa
grandezza confortata dal confronto con il grande Sandro
Botticelli con il quale oltre che ad averlo come maestro
ebbe una duratura e solidale amicizia.
Figlio di fra
Filippo Lippi (Firenze, 1406 -1469), celebre pittore e frate
carmelitano, e della monaca Lucrezia Buti, cresce a Prato e,
artisticamente, a Firenze, nella bottega del maestro
fiorentino dove è documentata la presenza nel 1472. Chiamato
Filippino per distinguerlo dal padre, diviene a sua volta un
artista di primissimo livello, cui il Vasari riserva parole
di elogio per il “bellissimo ingegno” e la “vaghissima e
copiosa invenzione”.
(Guerrino Mattei) |