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E'
di scena al Teatro Golden la commedia francese
campione d’incassi “Ils
se sont aimés “
di Pierre Palmade e Muriel Robin nella versione italiana, “C’eravamo
troppo amati”.
Dal 10 gennaio al
5 febbraio a dare corpo e voce a questa fortunata pièce,
che ha spopolato nei teatri francesi, è la coppia Michele
La Ginestra e Michela Andreozzi, per la prima
volta insieme a teatro, per la regia di Roberto Marafante.
Gli artisti
interpretano due coniugi che dopo sei anni di matrimonio
decidono di separarsi… per accorgersi col tempo, quanto
possa essere piacevole stare insieme nella separazione!
Una serie di gag irresistibili accompagnano i momenti
classici del distacco: la separazione dei beni, il cambio di
casa, la comunicazione del divorzio ai parenti, l’incontro
coi nuovi compagni e l’inevitabile confronto tra prima e
dopo…con un finale a sorpresa!
La Ginestra è uno degli attori più amati dal
pubblico romano. E’ stato Rugantino e Romolo ne “I figli
della Lupa” spettacoli targati Garinei e Giovannini, è
direttore del Teatro7 ed autore ed interprete di tantissime
commedie teatrali. Nel 2011 ha interpretato in teatro: “A
ruota libera”, “Mediano di spinta”, “La bella epoque a Villa
Torlonia”, “Banda disarmata”. E’ coprotagonista, nel ruolo
di Lanzetta, nella fiction per Rai 1 di “Nero Wolf”
con Francesco Pannofino, Piero Sermonti, Giulia Bevilacqua e Andy Luotto per la regia di Riccardo Donna.
La Andeozzi è attrice ed autrice televisiva. E’ la
sorella del commissario Manara nell’omonima fiction Rai,
mentre in radio conduce il programma “Brave Ragazze” su
Radio 2.
Note di regia - Questa commedia è di quelle che ogni
autore vorrebbe aver scritto e che ogni attore vorrebbe
poter interpretare perché ha l’odore, misteriosamente già
sulla carta, di essere un successo.
E’ ovvio che a confortarci sono gli anni di repliche
esaurite nei teatri francesi, ma ugualmente stupisce come si
possa creare quella alchimia che rende divertente, anzi
esilarante e insieme intelligente, ma semplice, addirittura
vera, una commedia a due personaggi.
Il segreto sta sicuramente nell’aver centrato quei
sentimenti e quelle dinamiche di coppia nelle quali ci
riconosciamo un po’ tutti. E’ come accade a certi personaggi
dei film di Walt Disney, la strega non te la puoi immaginare
che con quella faccia e così in “C’eravamo troppo amati”
chiunque può ritrovare un po’ di sé stesso in questo lui e
in questa lei che scoprono quanto si amano dopo aver
divorziato.
Infatti la loro è una storia d’amore al contrario, che
comincia da dove finisce. Quello che ci fa ridere (e magari
ci commuove) sta nel vedere come le differenze, più che le
uguaglianze, siano le motivazioni forti dell’ innamoramento:
il divorzio sembra una medicina amara, ma necessaria perché
guarisca il loro amore.
Lo spettatore è trasportato da un luogo a un altro, da un
tempo a un altro in un susseguirsi di situazioni realizzate
con pochi elementi semplici, piene di personaggi che non si
vedono, ma che il dialogo rende concreti, in un rincorrersi
di scene comiche spesso surreali, ma così vere come i
tasselli di un puzzle che alla fine creano una sola
immagine: la storia di una “vita” .
Il ritmo della narrazione è irresistibile, gli spazi sono
creati magicamente da oggetti che si trasformano come
giocattoli, il dialogo non perde mai un colpo, ma alla fine
è anche uno spettacolo dove vive il piacere di vedere
l’appassionato virtuosismo degli attori sopra un
palcoscenico. (Roberto Marafante).
(c.s.)
Daria
Delfino: tel. 347.6687903 – 06.70493826 daria.delfino@gmail.com
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