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Quando si pensa al tartufo in termini di bontà,
pregevolezza e prezzo il primo pensiero va a
quello bianco di Alba. A Norcia il tartufo è
rinomato come quello della Toscana a San
Giovanni d’Asso nel territorio delle creti
senesi a pochi chilometri da Montalcino, famoso
in tutto il mondo per il suo “Brunello”.
Alcuni buon temponi si avvicinano a questo
ipogeo pensando che scavando sia facile trovarlo
e che ogni bosco ne abbia a disposizione gran
quantità. Ci si prova con un piccolo attrezzo
per cercatori chiamato vanghino, per la sua
forma simile ad una piccola vanga: quasi sempre
vengono estratti da sotto il fogliame
decomposto di quercia tuberi di ciclamino senza
odore, dal sapore disgustoso. Coloro che se ne
intendono invece lo ricercano in tavola
pagandolo cifre da capogiro, tanto da essere
definito sia per i cercatori che per i
venditori, visti i prezzi esorbitanti, l’’oro
nero’.
Questa di San Giovanni d’Asso aperta il 14 e
chiusa il 16 novembre scorso è la XXIII Mostra
Mercatodel Tartufo Bianco delle Creti Senesi”
che ha visto in fiera cercatori, venditori e
consumatori tutti alla ricerca della qualità ed
anche della caratura del tartufo. Quelli di
dimensioni notevoli, compatti e non rovinati
durante la raccolta sono sicuramente di prima
qualità. Anche i cani cercatori addestrati con
meticolosità e fuori da ogni sguardo della
concorrenza erano i trionfatori di questo
mercato ai quali si deve tutto: olfatto e
ricerca. Sembrerebbe strano ma sesi potessero
addestrare i suini la ricerca sarebbe ancora più
fruttuosa. Il danno maggiore alle tartufaie lo
provocano proprio i cinghiali con il loro fiuto
ipersensibile verso questo tubero che crecano
grufolando, scavando e distruggendo tutto il
sottobosco.
Ma da qualche anno l’interesse maggiore oltre
alle contrattazioni degli intervenuti e alle
iniziative enogastronomiche che la zona offre è
per un’iniziati singolare che ha istituito il
“Tartufo per la pace” assegnato a quelle persone
che della loro vita ne hanno fatto un simbolo di
abnegazione e carità cristiana. Il ” Tartufo per
la pace 2008” è stato assegnato a Don Virginio
Colmegna, sacerdote milanese, presidente della
Fondazione Casa della Carità Angelo Abriani di
Milano, che è arrivato nelle Crete senesi per
ritirare il “Tartufo per la pace 2008”,
ventesimo riconoscimento annuale attribuito
dalla comunità locale a personalità distintesi
per l'impegno personale in favore dalla pacifica
convivenza.
Introdotto dal sindaco di San Giovanni Michele
Boscagli, alla presenza del Vicepresidente della
Camera dei deputati Rosi Bindi, Colmegna ha
ricevuto da Prefetto di Siena Giulio Cazzella la
medaglia del Presidente della Repubblica, e dal
presidente dell'Associazione Tartufai Senesi
Gianfranco Berni uno tra i tartufi più generosi
tra quelli raccolti nelle vicinanze durante i
giorni precedenti.
“Quando abbiamo aperto il nostro progetto -
annuncia don Colmegna - era quello di ospitare
in media ogni persona per 6 mesi. Oggi, molto
spesso, ne bastano quatto perché i nostri ospiti
trovino lavoro”.
“Per accrescere la sicurezza della società
italiana di oggi non servono impronte, bensì più
conoscenza e fiducia reciproca – ha introdotto
la Bindi – con la casa della Carità Don Colmegna
dimostra ogni giorno che queste parole non sono
solo poesia”.
Lo fa ogni giorno nella casa d'accoglienza in
cui lui stesso vive, in via Brambilla a Milano,
assieme a 120 persone straniere (otto le
nazionalità presenti) ma anche italiane, sempre
più spesso vittime della povertà, e che qui
provano ogni giorno a ricrearsi un futuro fatto
in primo luogo di fiducia.
“ll nostro è essenzialmente un laboratorio
d'ascolto reciproco – parole di don Virginio
Colmegna al pubblico presente nel Castello di
San Giovanni – convinti che se potessimo tutti
ascoltare la storia di una persona, prima di
conoscerne il nome o la provenienza, molte cose
sarebbero migliori”. Premesso che “l'accoglienza
c'è per tutti, se chi vuol esser accolto
rispetta le regole”, don Colmezza ha dato conto
dei risultati raggiunti in questi anni: la
creazione di una cooperativa di lavoro ad opera
di immigrati dai paesi balcanici, di una banda
musicale (la “Rom Village”, rappresentata a San
Giovanni da alcune ragazze di etnia rom), ma
anche la diffidenza di genitori e anziani del
vicinato trasformatasi gradualmente in apertura,
e in occasione di crescita e conforto reciproco.

Attivo in particolare nell'accoglienza di storie
difficili provenienti dall'Est europeo, il
sacerdote ha sottolineato che “quando si mette
in circolo il sospetto che un'etnia sia fonte di
problemi solo per il fatto di essere tale, si
rompe un principio basilare della democrazia”.
Con la consegna a Don Virginio Colmegna il
ventesimo tartufo per la pace ha concluso
ufficialmente la XXIII/a edizione della Mostra
del Bianco delle Crete Senesi. Nel pomeriggio,
il vino Sirah Igt Lazio Donnardea aveva vinto il
concorso culinario per il miglior abbinamento
tra vino e tartufo bianco, primeggiando nel
giudizio di un'apposita giuria su altri sette
vini laziali ed umbri selezionati
dall'Associazione italiana Donne del Vino.
Guerrino Mattei
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