Diretto da Guerrino Mattei

 

XXIII/a  MOSTRA MERCATO DEL TARTUFO BIANCO

"Oro nero a San Giovanni d'Asso"

A don Colmegna  assegnato il “Tartufo per la pace 2008”

16 novembre 2008

 Rosi Bindi e don  Virginio Colmegna

Quando si pensa al tartufo in termini di bontà, pregevolezza e prezzo  il primo pensiero va a quello bianco di Alba. A Norcia il tartufo  è rinomato come quello della Toscana a San Giovanni d’Asso nel territorio  delle creti senesi a pochi chilometri da Montalcino,  famoso in tutto il mondo per il suo “Brunello”.

Alcuni buon temponi si avvicinano a questo ipogeo pensando che scavando sia facile trovarlo e che ogni bosco ne abbia a disposizione gran quantità. Ci si prova con un piccolo attrezzo per cercatori chiamato  vanghino, per la sua forma simile ad una piccola vanga: quasi sempre vengono estratti da sotto il fogliame  decomposto di quercia  tuberi di ciclamino senza odore, dal sapore disgustoso. Coloro che se ne intendono invece lo ricercano in tavola pagandolo cifre da capogiro, tanto da essere definito sia per i cercatori che per i venditori, visti i prezzi esorbitanti, l’’oro nero’.

Questa di San Giovanni d’Asso aperta il 14 e chiusa il 16 novembre scorso è la XXIII Mostra Mercatodel Tartufo Bianco delle Creti Senesi” che ha visto in fiera cercatori, venditori e consumatori tutti alla ricerca della qualità ed anche della caratura del tartufo. Quelli di dimensioni notevoli, compatti e non rovinati durante la raccolta sono sicuramente di prima qualità. Anche i cani cercatori addestrati con meticolosità e fuori da ogni sguardo della concorrenza erano i trionfatori di questo mercato  ai quali si deve tutto: olfatto e ricerca. Sembrerebbe strano ma sesi potessero addestrare i suini la ricerca sarebbe ancora più fruttuosa. Il danno maggiore alle tartufaie lo provocano proprio i cinghiali con il loro fiuto ipersensibile verso questo tubero che crecano grufolando, scavando e distruggendo tutto il sottobosco.

Ma da qualche anno l’interesse maggiore oltre alle contrattazioni degli intervenuti e alle iniziative enogastronomiche che la zona offre  è per un’iniziati singolare che ha istituito il “Tartufo per la pace” assegnato a quelle persone che della loro vita ne hanno fatto un simbolo di abnegazione e carità cristiana. Il ” Tartufo per la pace 2008” è stato assegnato a Don Virginio Colmegna, sacerdote milanese, presidente della Fondazione Casa della Carità Angelo Abriani di Milano, che è arrivato nelle Crete senesi per ritirare il “Tartufo per la pace 2008”, ventesimo riconoscimento annuale attribuito dalla comunità locale a personalità distintesi per l'impegno personale in favore dalla pacifica convivenza.

Introdotto dal sindaco di San Giovanni Michele Boscagli, alla presenza del Vicepresidente della Camera dei deputati Rosi Bindi, Colmegna ha ricevuto da Prefetto di Siena Giulio Cazzella la medaglia del Presidente della Repubblica, e dal presidente dell'Associazione Tartufai Senesi Gianfranco Berni uno tra i tartufi più generosi tra quelli raccolti nelle vicinanze durante i giorni  precedenti.

“Quando abbiamo aperto il nostro progetto - annuncia don Colmegna - era quello di ospitare in media ogni persona per 6 mesi. Oggi, molto spesso, ne bastano quatto perché i nostri ospiti trovino lavoro”.  

“Per accrescere la sicurezza della società italiana di oggi non servono impronte, bensì più conoscenza e fiducia reciproca – ha introdotto la Bindi – con la casa della Carità Don Colmegna dimostra ogni giorno che queste parole non sono solo poesia”.

Lo fa ogni giorno nella casa d'accoglienza in cui lui stesso vive, in via Brambilla a Milano, assieme a 120 persone straniere (otto le nazionalità presenti) ma anche italiane, sempre più spesso vittime della povertà, e che qui provano ogni giorno a ricrearsi un futuro fatto in primo luogo di fiducia.

“ll nostro è essenzialmente un laboratorio d'ascolto reciproco –  parole di don Virginio Colmegna al pubblico presente nel Castello di San Giovanni – convinti che se potessimo tutti ascoltare la storia di una persona, prima di conoscerne il nome o la provenienza, molte cose sarebbero migliori”. Premesso che “l'accoglienza c'è per tutti, se chi vuol esser accolto rispetta le regole”, don Colmezza ha dato conto dei risultati raggiunti in questi anni: la creazione di una cooperativa di lavoro ad opera di immigrati dai paesi balcanici, di una banda musicale (la “Rom Village”, rappresentata a San Giovanni da alcune ragazze di etnia rom), ma anche la diffidenza di genitori e anziani del vicinato trasformatasi gradualmente in apertura, e in occasione di crescita e conforto reciproco. Sindaco Michele Boscagli

Attivo in particolare nell'accoglienza di storie difficili provenienti dall'Est europeo, il sacerdote ha sottolineato che “quando si mette in circolo il sospetto che un'etnia sia fonte di problemi solo per il fatto di essere tale, si rompe un principio basilare della democrazia”.

Con la consegna a Don Virginio Colmegna il ventesimo tartufo per la pace ha concluso ufficialmente la XXIII/a edizione della Mostra del Bianco delle Crete Senesi. Nel pomeriggio, il vino Sirah Igt Lazio Donnardea aveva vinto il concorso culinario per il miglior abbinamento tra vino e tartufo bianco, primeggiando nel giudizio di un'apposita giuria su altri sette vini laziali ed umbri selezionati dall'Associazione italiana Donne del Vino.

Guerrino Mattei