|
Matteo
disse al fratello di vedere sulla scrivania
del padre, nel notes giornaliero, le cose
da fare. Moreno con uno scivolone, che
mandò in aria un mucchio di carte, tornò
indietro senza risultato. Però si accorse
che un pieghevole per terra giaceva
semiaperto in attesa di essere raccolto. Si
chinò e lo lanciò senza leggerlo al
fratello che lo guardava sconcertato.
Matteo frequentava l’università. Si sentiva
non un fratello maggiore ma quasi il padre
di quello scavezzacollo che aveva tanta
fantasia ma poca voglia di studiare.
Prese il biglietto e lo lesse. Si trattava
della partecipazione del padre ad un
concorso indetto dall’ “Assovetro” (
Associazione Industriali del Vetro) che
bandiva la prima edizione del Concorso
giornalistico e radiotelevisivo “Le voci del
vetro”.
Io non ho mai sentito la voce del vetro!
Quale lingua parla? – farfugliò Moreno
divertito.
Cretino! - disse Matteo a mezza bocca .
Dopo di voi ingegnere - ribatté
ironicamente Moreno .
A lettura finita decisero di richiedere il
materiale illustrativo che tutti gli
interessati potevano avere rivolgendosi alla
Segreteria del concorso: Assovetro Servizi
srl – via Barberini , 67 – 00187 Roma -
telefono /fax 06.483536 – e-mail:
servizi@assovetro.it.
A decisione presa, prima di digitare la
richiesta, Moreno fece un’osservazione che a
Matteo piacque.
“Se richiediamo il materiale e ci atteniamo
a quanto scritto, addio fantasia!”.
“E’ vero! - esclamò Moreno ispirato -
facciamo di testa nostra ed atteniamoci al
bando.
Il padre dei ragazzi era direttore di un
giornale nazionale, sensibile al problema. A
tavola sovente alzava il suo bicchiere di
cristallo dopo averlo guardato controluce.
Che splendore - ripeteva fino alla noia -
come fanno a bere in quelli di plastica o
di un altro materiale: mah!
Il culto del vetro lo abbiamo in famiglia
fino all’ossessione - dicevano i fratelli
agli amici.
I nostri genitori non fanno altro che
portarci ad esempio quei bravi ragazzi che
prendono la busta dei rifiuti e versano
nelle campane il contenuto differenziandolo:
plastica, vetro, carta, metallo, tutto nei
relativi contenitori.
Prepararono una specie di esortazione al
civismo esaltando le qualità del materiale
infrangibile, trasparente, artisticamente
lavorato e multiuso, ma soprattutto di
facile riciclaggio nel quale non si perde
nulla. Scopiazzando qua e la Matteo e Moreno
di un compito civico ne fecero un serio
divertimento, cercando di fare bella figura
col padre qualora avessero vinto un premio
al concorso “Le voci del vetro”.
“Grazie alle sue proprietà intrinseche, fra
le quali spiccano la sicurezza e la sua
innata attitudine al riciclo, infatti, il
vetro - così recitava il bando - è da sempre
un elemento insostituibile per l’uomo.
Trasparenza, totale inerzia chimica,
impermeabilità ai gas e ai microrganismi,
inalterabilità nel tempo, sterilizzabilità,
igienicità e inviolabilità sono solo alcune
delle innumerevoli qualità che rendono
il vetro un materiale incomparabile…
Fabbricato con materie prime fuse ad alta
temperatura, il vetro può essere plasmato in
qualsiasi forma e, se recuperato, può essere
riciclato infinite volte, mantenendo
inalterate le sue prerogative e le
caratteristiche chimico-fisiche, rendendo
possibile al contempo una notevole riduzione
di materie prime e un sensibile risparmio
dell’energia necessaria per la sua
rifusione”.
Se il padre non avesse letto il bando tutto
questo si poteva manipolare e renderlo quasi
originale. Comunque i fratelli decisero di
andare avanti e scrivere ciò che vedevano
per strada, a ridosso delle campane.
Si accorsero che i contenitori per le strade
non sempre venivano svuotate, anche quando
erano zeppi. Che gli addetti ai rifiuti
preferivano raccogliere il materiale
vetroso adagiato vicino alle campane e
scaricarlo nel camion insieme agli altri.
Ad una osservazione mirata, fatta dai
giovani “investigatori”, un netturbino
rispose che "tutto va in discarica e del
riciclaggio non se ne interessa quasi
nessuno: abbiamo sempre fretta e i rifiuti
spessissimo finiscono tutti insieme".
Dopo varie interpretazioni delle risposte
alle domande rivolte anche ai passanti, come
sondaggio sul riciclo e la raccolta
differenziata nelle apposite campane, Matteo
e Moreno decisero di sottoporre l’articolo
al padre per la pubblicazione, con dei
commenti seri seppure in chiave
provocatoria.
“Papà! Grazie alla tua continua educazione
abbiamo sentito anche noi “le voci del
vetro” e ci siamo resi utili scrivendo
questo- dissero quasi all’unisono
porgendogli il dattiloscritto".
Il direttore lo lesse e con tono sever o,
che mal celava soddisfazione ed orgoglio,
disse ai ragazzi raccolti in attesa del
responso: “Che cosa pensate di ottenere
pubblicandolo?”
“Quello che ci hai insegnato – disse
Matteo.”
“Un passo avanti per la società – aggiunge
Moreno .”
“Ho capito! Quanto volete per questo scoop?”
“Il premio di partecipazione doppio: lo
abbiamo scritto in due!”
Katia Tiberio
|