Diretto da Guerrino Mattei

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE VOCI DEL VETRO

1° Concorso indetto dall'Assovetro 2008/09

"Una storia tutta da verificare"

A lavoro per i  genitori

 

FusioneMatteo  disse al fratello di vedere sulla scrivania del padre,  nel notes giornaliero, le cose da fare. Moreno   con uno scivolone, che mandò in aria un mucchio di carte,  tornò indietro senza risultato. Però si accorse che un pieghevole per terra  giaceva semiaperto in attesa di essere raccolto. Si chinò  e lo lanciò senza leggerlo al fratello che  lo guardava sconcertato.

Matteo frequentava l’università. Si sentiva non un fratello maggiore ma quasi il padre di quello scavezzacollo che aveva tanta fantasia ma poca voglia di studiare.

Prese il biglietto e lo  lesse. Si trattava della partecipazione del padre ad un concorso indetto dall’ “Assovetro” ( Associazione Industriali del Vetro) che bandiva la prima edizione del Concorso giornalistico e radiotelevisivo “Le voci del vetro”.

Io non ho mai sentito la voce del vetro! Quale lingua parla? – farfugliò Moreno  divertito.

Cretino! - disse Matteo a mezza bocca .

Dopo di voi ingegnere - ribatté  ironicamente Moreno .

A lettura finita  decisero di richiedere il materiale illustrativo che tutti gli interessati potevano avere rivolgendosi alla Segreteria del concorso: Assovetro Servizi srl – via Barberini , 67 – 00187 Roma - telefono /fax  06.483536 – e-mail: servizi@assovetro.it.

A decisione presa, prima di digitare la richiesta, Moreno fece un’osservazione che a Matteo piacque.

“Se  richiediamo il materiale e ci atteniamo a quanto scritto, addio fantasia!”.

“E’ vero! - esclamò Moreno ispirato - facciamo di testa nostra ed atteniamoci al bando.

Il padre dei ragazzi era direttore di un giornale nazionale, sensibile al problema. A tavola sovente alzava  il suo  bicchiere di cristallo dopo averlo guardato controluce.  Che splendore - ripeteva fino alla noia - come  fanno a bere in quelli di plastica o di un altro materiale: mah!

Il culto del vetro lo abbiamo in famiglia fino all’ossessione - dicevano i fratelli agli amici.

I nostri genitori non fanno altro che portarci ad esempio quei bravi ragazzi che prendono la busta dei rifiuti e versano nelle campane il contenuto differenziandolo: plastica, vetro, carta, metallo, tutto nei relativi contenitori.

Prepararono una specie di esortazione al civismo esaltando le qualità del materiale infrangibile, trasparente, artisticamente lavorato e multiuso, ma soprattutto di facile riciclaggio nel quale non si perde nulla. Scopiazzando qua e la Matteo e Moreno di un compito civico ne fecero un serio divertimento, cercando di fare bella figura col padre qualora avessero vinto un premio al concorso  “Le voci del vetro”.

“Grazie alle sue proprietà intrinseche, fra le quali spiccano la sicurezza e la sua innata attitudine al riciclo, infatti, il vetro - così recitava il bando - è da sempre un elemento insostituibile per l’uomo. Trasparenza, totale inerzia chimica, impermeabilità ai gas e ai microrganismi, inalterabilità nel tempo, sterilizzabilità, igienicità e inviolabilità sono solo alcune delle innumerevoli      qualità che rendono il vetro un materiale incomparabile… Fabbricato con materie prime fuse ad alta temperatura, il vetro può essere plasmato in qualsiasi forma e, se recuperato, può essere riciclato infinite volte, mantenendo inalterate le sue prerogative e le caratteristiche chimico-fisiche, rendendo possibile al contempo una notevole riduzione di materie prime e un sensibile risparmio dell’energia necessaria per la sua rifusione”.

Se il padre non avesse letto il bando tutto questo si poteva manipolare e renderlo quasi originale. Comunque i fratelli decisero di andare avanti e scrivere ciò che vedevano per strada, a ridosso delle campane.

Si accorsero che i contenitori per le strade non sempre venivano svuotate, anche quando erano zeppi. Che gli addetti ai rifiuti preferivano raccogliere  il materiale vetroso  adagiato vicino alle campane e scaricarlo nel camion insieme agli altri.

Ad una osservazione mirata, fatta dai giovani “investigatori”, un netturbino rispose che "tutto va in discarica e del riciclaggio non se ne interessa quasi nessuno: abbiamo sempre fretta   e i rifiuti spessissimo finiscono tutti insieme".

Dopo varie interpretazioni delle risposte alle domande rivolte anche ai passanti, come sondaggio sul riciclo e la raccolta differenziata nelle apposite campane, Matteo e Moreno decisero di sottoporre l’articolo al padre per la pubblicazione, con dei commenti seri seppure in chiave provocatoria.

“Papà! Grazie  alla tua continua educazione abbiamo sentito anche noi “le voci del vetro” e ci siamo resi utili scrivendo questo- dissero quasi all’unisono porgendogli  il dattiloscritto".

Il direttore lo lesse e con  tono severo, che mal celava soddisfazione ed orgoglio, disse ai ragazzi raccolti in attesa del responso: “Che cosa pensate di ottenere pubblicandolo?”

“Quello che ci hai insegnato – disse Matteo.”

“Un passo avanti per la società – aggiunge Moreno .”

“Ho capito! Quanto volete per questo scoop?”

“Il premio di partecipazione doppio: lo abbiamo scritto in due!”

  Katia Tiberio