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DOLOMITI - TRENTINO ALTO ADIGE

 

 

Montagne-uomini-storie

 

(sei puntate di 55’)

 

 

Presentazione del reportage realizzato da Piero Badaloni con la collaborazione di Fausta Slanzi, fotografia e montaggio di Nicola Berti.

Il reportage è stato commissionato dalla Fondazione Dolomiti Unesco

 

 

 

 

Poi ci sposteremo sulla cima della regina di queste montagne, la Marmolada, per seguire un giovane glaciologo al lavoro, mentre misura lo stato di salute del ghiacciaio che rischia di scomparire fra poche decine di anni.  

Alla sua base incontreremo un ex ristoratore, che ha venduto il suo locale per dedicarsi anima e corpo alla creazione di un piccolo museo dove custodisce centinaia di reperti della prima guerra mondiale, raccolti nelle gallerie scavate dai soldati sotto il ghiacciaio.

 

 

 

 

L’obiettivo dei documentari è di raccontare le Dolomiti per la prima volta senza confini, nella loro globalità, così come le ha lette l’Unesco quando, nel 2009, le ha definite un patrimonio dell’umanità per il loro grande valore geomorfologico e per la straordinaria bellezza del paesaggio.

La prima delle sei tappe del nostro viaggio è nel Bletterbach, un canyon profondo 400 metri, dove un giovane geologo ci racconta come nacquero le Dolomiti, 250 milioni di anni fa, mostrandoci i vari strati che si sono succeduti nel tempo. 

 

 

 

 

È una storia, quella delle Dolomiti, che scopriremo attraverso le storie di chi le studia e le protegge, di chi ne ha conquistato le vette, di chi ne coltiva le pendici con fatica e tenacia, di chi ne utilizza le acque che sgorgano dalle sorgenti per produrre energia e il legname dei boschi per costruire case, cercando di mantenere intatto un paesaggio di cui fanno parte non solo monumenti naturali come i monti con le loro caratteristiche guglie, ma anche gli alpeggi, pieni di malghe e baite, e i mille paesi, piccoli e grandi, con le loro tipiche abitazioni e fienili, sparsi per le valli, ognuna con la sua architettura particolare.   

 

Martedì 05/08/2014 ore 17.00

 

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DOBBIACO

Centro Culturale Grand Hotel

Sala degli Specchi
Ingresso libero

 

 

 

 

La nostra telecamera, con il microfono sempre aperto, ha attraversato tutti i nove gruppi protetti dall’Unesco, da quello del Brenta, con il suo celebre campanile, fino alle Dolomiti friulane, anch’esse contraddistinte da un campanile, quello di Val Montanaja.  

Il quadro che ne emerge è uno straordinario mosaico di testimonianze, che provano l’attaccamento alle loro montagne di tutte le persone che abbiamo incontrato durante il nostro lungo viaggio, espresso da ciascuno a proprio modo. 

Non bisogna dimenticare poi che le Dolomiti sono state e continuano ad essere una straordinaria fonte di ispirazione per gli artisti, a cominciare da Tiziano, che nacque a Pieve di Cadore e dipinse per primo queste montagne in un quadro diventato celebre in tutto il mondo.  

Ma non solo i pittori, anche tanti famosi scrittori furono rapiti dalla sublime bellezza di queste cime: Dino Buzzati amava rifugiarsi nella villa di famiglia, alle falde delle Dolomiti bellunesi, per creare i suoi romanzi.  

Anche diversi scultori hanno lasciato il segno della loro arte sul legno dei boschi dolomitici. Il più famoso è Andrea Brustolon: lo chiamavano il Michelangelo del legno. Molte sue opere sono sparse nelle chiese delle valli bellunesi e non solo. 

E poi c’è la musica che è nata da queste cime, a partire dai canti montanari raccolti dai fratelli Pedrotti, che hanno creato nel 1927 quello che è considerato il coro più famoso delle Dolomiti, il coro della Sat.  

Dal Trentino all’Alto Adige, a Dobbiaco, dove abbiamo seguito la serata finale delle “Settimane musicali Gustav Mahler”, una delle rassegne musicali più apprezzate dai turisti insieme ai “Suoni delle Dolomiti”: è dedicata al celebre compositore austriaco, che amava rinchiudersi in una casetta di legno, alla periferia della cittadina della val Pusteria, per scrivere le sue sinfonie, ispirandosi alle cime dei “monti pallidi”.  

Ma a fare onore a queste cime sono anche sportivi come Armin Zoeggler, il grande campione dello slittino, Kristian Ghedina, il re della discesa libera, Gabriella Paruzzi, la campionessa dello sci da fondo, Tone Valeruz, il fuoriclasse dello sci estremo. 

E a raccontarci infine la storia della conquista delle vette dolomitiche, saranno illustri alpinisti come il “ragno” Cesare Maestri, il precursore dei free clymbers, Maurizio Zanolla, detto Manolo, l’”himalayana” Nives Meroi, la guida gardenese Adam Holzknecht e il “trasgressivo” Mauro Corona.

Tutti questi e tanti altri, sono i protagonisti delle sei tappe del nostro viaggio: ci aiuteranno a capire perché le Dolomiti non potevano non essere considerate un patrimonio di tutti, grazie al loro eccezionale valore scientifico, alpinistico, culturale, naturale, economico e sociale.

Ognuno di questi valori sarà la chiave di lettura, puntata per puntata, delle Dolomiti targate Unesco. 

Questi i titoli delle sei puntate:

-    - la nascita dell’arcipelago

Dal- dalla scoperta alla conquiste delle cime 

-    - il fascino del sublime

-    - l’ambiente naturale e la sua tutela

-     - i popoli delle Dolomiti

-    - dal passato al futuro

La prima è dedicata alla storia geologica di queste montagne

la seconda alla storia delle prime esplorazioni e la conquista delle cime più importanti

la terza a come e quanto le Dolomiti sono state fonte di ispirazione artistica in tutti i campi

la quarta alle caratteristiche naturali, la tutela e la gestione dell’ambiente dolomitico

la quinta ai popoli dolomitici, alla loro storia, ai loro costumi e l’economia di montagna

la sesta alla storia del turismo e alla sua evoluzione con i limiti posti dall’Unesco

La serie di documentari andrà in onda su Rai storia, a settembre e a seguire, su Rai International. Una sintesi verrà presentata su Rai tre in data da definirsi.

 

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